Pipilotti Rist

Parasimpatico

Cinema Manzoni, Milano
9 novembre – 18 dicembre 2011




Mostra

La porta d’accesso ai lavori di Pipilotti Rist è la nostra parte emozionale, quella che reagisce in modo involontario agli stimoli che vengono dall’esterno. Da queste considerazioni deriva la scelta del titolo Parasimpatico per la sua mostra con la Fondazione Nicola Trussardi: con il suo tipico senso dell’umorismo, Pipilotti Rist fa riferimento a quella branca del sistema nervoso che presiede le funzioni corporee involontarie, che stimolano la quiete, la digestione, il rilassamento, il riposo e l’immagazzinamento di energia.

Come nelle sue precedenti installazioni, questo nuovo progetto ideato per il Cinema Manzoni, combina lavori vecchi e nuovi con l’obiettivo di trasformare l’ex cinema in un grande organismo vivente, mescolando cinema e televisione, allucinazioni e immagini ad alta definizione.

Con Parasimpatico Pipilotti Rist crea per gli ambienti sontuosamente decorati del Manzoni – dalla hall allo scalone d’ingresso, dalla platea al bar – una nuova pelle di immagini, un avvolgente carosello di suoni, luci e colori che restituisce a quella che fu la più prestigiosa sala cinematografica della città di Milano un fascino magico e gioioso. La mostra di Pipilotti Rist rappresenta un’occasione unica e imperdibile per vedere gli spazi del Cinema Manzoni nella loro originaria bellezza, dopo cinque anni di chiusura.

Costruito e inaugurato nel 1950 su progetto dell’architetto Alziro Bergonzo, il Cinema Manzoni è parte di un imponente edificio concepito per ospitare negozi e attività commerciali di lusso in via Manzoni, nel cuore di Milano. Con una superficie di oltre 5.000 metri quadrati riccamente decorati e affrescati, un’enorme sala di 1.400 posti a sedere, e una programmazione rigorosamente di prima visione, il Manzoni viene immediatamente riconosciuto come il cinema più elegante della città, tanto da essere più volte scelto come location per importanti film quali Cronaca di un amore di Michelangelo Antonioni (1950) e La signora senza camelie, sempre di Antonioni (1952). Nel 1955 è il primo cinema in Italia – e il terzo al mondo – a dotarsi del Cinerama, l’innovativo sistema di proiezione panoramico a tre schermi. Grazie a queste caratteristiche uniche, negli oltre cinquant’anni di attività l’Ex Cinema Manzoni è stato una delle più importanti sale cinematografiche della città di Milano e di tutto il territorio nazionale, fino alla sua definitiva chiusura al pubblico il 25 settembre 2006.

Elisabeth Charlotte Rist è nata a Grabs (CH) nel 1962. Vive e lavora a Zurigo e Sommerset. Da bambina ha scelto di usare l’originale nome Pipilotti, che mette insieme il nomignolo Lotti, diminutivo di Charlotte, e Pippi, da Pippi Calzelunghe, il personaggio di Astrid Lindgren con cui sentiva di avere molto in comune. Dopo gli studi in arti applicate, illustrazione, fotografia e comunicazione visiva compiuti tra Vienna e Basilea, e dopo aver fondato il gruppo rock femminile Les Reines Prochaines, con cui ha realizzato dischi, concerti, video e performance live, Pipilotti Rist ha intrapreso la sua carriera artistica che l’ha portata a esporre nei più importanti musei al mondo.
Finalista dell’Hugo Boss Prize del Guggenheim Museum di New York nel 1998, nel 2009 ha vinto il Joan Miró Prize, indetto dalla Fundació Joan Miró di Barcellona. I suoi video e le sue installazioni sono stati esposti in mostre personali nelle principali istituzioni internazionali, tra cui la Hayward Gallery di Londra (2011), il Museum of Contemporary Art di Tokyo e la Fundació Joan Miró di Barcellona (2010), il KIASMA di Helsinki (2009), il Museum of Modern Art di New York (2008), il Centre Georges Pompidou di Parigi (2007) e il Museo Nacional de Arte Reina Sofia di Madrid (2001). Ha preso parte a prestigiose rassegne d’arte contemporanea come la Biennale di Venezia (2011, 1999, 2005, 1997, 1993), la Biennale di Sydney (2008, 2000), la Biennale di Istanbul (2007, 1999, 1997), la Biennale di Mosca (2007), la Biennale di Shanghai (2002), la Biennale di Berlino (1998), la Biennale di Lione (1997) e Biennale di San Paolo (1994).
Nel 2009 ha realizzato il suo primo lungometraggio, intitolato Pepperminta, presentato nello stesso anno al Festival del Cinema di Venezia, al Festival del Cinema Europeo di Siviglia, all’International Film Festival di Miami, all’International Film Festival di Rotterdam, e nel 2010 al Sundance Film Festival.

Approfondisci

Parasimpatico è la prima grande mostra personale in un’istituzione italiana di Pipilotti Rist, l’artista svizzera che dagli anni Novanta ha rivoluzionato il modo di intendere il video, reinventandone il linguaggio e le modalità espositive. Il suo immaginario lussureggiante e le sue installazioni multimediali, che esplorano la sessualità e la cultura dei media con un mix giocoso e provocatorio di fantasia e quotidianità, sono stati al centro di importanti mostre nei musei e nelle kermesse più celebri del mondo, dal MoMA di New York al Centre Pompidou di Parigi alla Biennale di Venezia.

Concepita per i suggestivi spazi dell’ex Cinema Manzoni – per più di cinquant’anni una delle sale cinematografiche più importanti della città di Milano e chiusa al pubblico dal 2006 – la mostra Parasimpatico combina lavori storici e interventi realizzati appositamente che ci trasportano in un mondo fatto di visioni fluttuanti, colori vibranti e psichedelici, colonne sonore ipnotiche, sensualità e leggerezza.

La porta d’accesso ai lavori di Pipilotti Rist è la nostra parte emozionale, quella che reagisce in modo involontario agli stimoli che vengono dall’esterno. Da queste considerazioni nasce  la mostra con la Fondazione Nicola Trussardi, dal titolo Parasimpatico: con il suo tipico senso dell’umorismo, l’artista fa riferimento a quella branca del sistema nervoso che presiede le funzioni corporee involontarie, che stimolano la quiete, la digestione, il rilassamento, il riposo e l’immagazzinamento di energia. Con il suo intervento Pipilotti Rist trasforma il Manzoni in un grande organismo vivente, mescolando cinema e televisione, allucinazioni e immagini ad alta definizione, sogno e realtà: gli ambienti sontuosamente decorati – dall’atrio allo scalone d’ingresso, dalla platea al bar – vengono fatti rivivere dall’artista attraverso una nuova pelle di immagini, un avvolgente carosello di suoni, luci e colori che restituisce a quella che fu la più prestigiosa sala cinematografica della città di Milano un fascino magico e gioioso, regalandole l’ultimo sussulto vitale.

Incarnazione di una Pippi Calzelunghe contemporanea, l’eroina della letteratura per bambini da cui l’artista ha preso in prestito il nome, Pipilotti Rist interpreta le immagini video come la proiezione di desideri ed emozioni, una nuova forma di vita organica che lo spettatore può percepire non solo con gli occhi ma anche e soprattutto con il corpo. Spesso nascoste in luoghi inaspettati – toilette, bottiglie, conchiglie e borsette da signora – o proiettate su superfici suggestive – soffitti affrescati o schermi giganteschi – le sue installazioni sono esplorazioni sensoriali, esperienze totalizzanti dove la distanza fisica e psicologica con lo spettatore è completamente annullata. Come accade con Cape Code Chandelier, l’opera che accoglie i visitatori nella hall del Cinema Manzoni: un imponente lampadario di tessuto collocato in prossimità della vecchia biglietteria del cinema, su cui Pipilotti Rist proietta forme e colori che si muovono e si compongono come in un caleidoscopio fuori scala. Il lampadario, leggero ed etereo, illumina così l’atrio, creando da subito un’atmosfera sospesa che fa da premessa al percorso progettato dall’artista.
Varcata la soglia che conduce allo scalone del Cinema, la scultura Nothing ci traghetta nel fluttuante mondo di Pipilotti Rist: leggerissime bolle di sapone come sculture zen, fragili ed effimere, che al loro scoppio si trasformano in candidi soffi di vapore che si dissolvono al contatto con la realtà.
Qualche passo più avanti, salendo lo scalone che porta alla sala del cinema, la video installazione Lobe of the Lung sovrasta le teste dei visitatori: Pepperminta, una ragazza dai capelli rossi, attraversa un campo di tulipani colorati, scava nel fango a mani nude per trovare piccole creature della terra, sue nuove compagne di avventure, cammina nell’acqua e gioca con una gallina bianca.

Le immagini, proiettate direttamente sul soffitto, si sovrappongono perfettamente alle sue superfici ondulate integrando i bassorilievi che lo decorano, e, come in un sogno, si susseguono con un ritmo narrativo frastagliato, cambiando bruscamente registro – da inquietanti a sensuali a innocenti – travolgendo lo spettatore con colori accesi, continui stimoli sensoriali e un’incontenibile carica di energia positiva.

Salite le scale, nel foyer, nella penombra creata da giochi di luci soffuse due opere si mimetizzano nell’ambiente, diventando tutt’uno con gli spazi che preludono all’accesso alla platea. Dietro al bancone del bar si scorge la proiezione di I am Called a Plant: una donna nuda dalla pelle bianchissima, con indosso solo una parrucca color fucsia, si specchia nella pozzanghera di un grande giardino. In un gioco di illusioni ottiche che stravolgono il rapporto tra interno ed esterno, Pipilotti Rist mette in scena una riflessione sulla condizione femminile che strizza l’occhio al linguaggio della pubblicità, trasformandolo in una parodia di se stesso. Nel foyer, tra le vetrine, la scalinata e le magnifiche decorazioni sul soffitto, troviamo invece le immagini fluttuanti di Sip My Ocean: giardini di alghe ondeggianti e regni di corallo si alternano a corpi che galleggiano nell’acqua come in un primordiale liquido amniotico, dal quale sembra nascere una femminilità senza confini che trasuda sensualità ed erotismo dai colori pastello.

Come nel paese delle meraviglie, i colpi di scena non finiscono, e nelle toilette del primo piano due piccoli monitor proiettano Solution for Man Solution for Woman: nei bagni per signore e signori sono installate immagini astratte, forme e colori che si dissolvono in trasformazioni continue, come preziose sorprese a disposizione del pubblico.

Infine, la magnifica e imponente sala del cinema accoglie tre importanti lavori video che si integrano ancora una volta con lo spazio. Sull’originale grande schermo panoramico, lungo15 metri, si trova la proiezione di Open My Glade, un gigantesco autoritratto che mostra il volto dell’artista, in primissimo piano, schiacciato contro un vetro, come se stesse per romperlo e volesse irrompere nella sala. Su tutta la volta del soffitto, come fosse un fantastico cielo stellato in continuo movimento, fluttua la proiezione di Extremities (Smooth, Smooth): dettagli di corpi umani – seni, orecchie, piedi, peni, bocche – galleggiano come astri e galassie in un mare nero, dove lo sguardo, sospeso, sembra perdersi nella profondità dello spazio.
Nella lunetta in prossimità della balconata, infine, il video Homo Sapiens Sapiens dialoga con l’affresco di Nicolò Segota: a metà tra il giardino delle delizie e il paradiso terrestre, in cui la corporeità sembra riconciliarsi con la razionalità e la sensualità acquista una dimensione quasi spirituale, il video riscrive la storia del peccato originale. Cosa sarebbe successo se, invece di Adamo ed Eva, nell’Eden ci fossero state Eva ed Eva? Chi avrebbe colto la mela?
Con Parasimpatico Pipilotti Rist ci conduce ancora una volta in un sorprendente viaggio incantato, dove le regole del tempo e dello spazio sono capovolte, dove memoria personale, sogno e fantasia si confondono per dare vita a un mondo libero, ottimista e senza limiti, come potrebbe apparire agli occhi di un bambino. Quella di Parasimpatico è una realtà alla rovescia dove tutto è stravolto perché tutto è magico e possibile: con questa purezza nello sguardo Pipilotti Rist infonde l’ultimo soffio vitale al Cinema Manzoni, che si anima e prende vita, guardando gli spettatori e avvolgendoli con un caldo abbraccio di immagini, sogni e colori.

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