Darren Almond

If I Had You

Palazzo della Ragione, Milano
4-23 novembre 2003




Mostra

Per la sua prima mostra personale in Italia Darren Almond compie un viaggio sentimentale nel passato, tra le atmosfere romantiche e decadenti della cittadina inglese di Blackpool, un luogo di villeggiatura leggendario diventato negli ultimi anni una versione europea e arrugginita delle luminarie brillanti di Las Vegas.

If I Had You (Se avessi te, 2003) nasce da una vicenda familiare dell’artista e si trasforma in uno specchio della memoria e del tempo: tutta la ricerca di Darren Almond fa rivivere luoghi, riaccende passioni dimenticate, riscopre geografie dello spirito e apre nuovi spiragli nella storia personale di ciascuno di noi. If I Had You è considerato la prosecuzione ideale di un’altra celebre opera di Almond, Traction (Trazione, 1999), un film in tre parti in cui l’artista intervista suo padre che ricorda la storia della sua vita attraverso il racconto delle ferite del lavoro in miniera, mentre sua madre ascolta in silenzio nella stanza accanto. Traction è un affresco dell’Inghilterra operaia e allo stesso tempo una seduta di analisi collettiva della nostra società e del mondo del lavoro.

Protagonista di If I Had You è la nonna di Darren Almond con il suo desiderio di ballare nuovamente al marito scomparso. Girato nella cornice di una antica balera di Blackpool in cui i nonni avevano ballato durante il loro viaggio di nozze, l’opera si compone di quattro grandi proiezioni su schermo che nella vasta aula del Palazzo della Ragione costruiscono un labirinto nel tempo e nello spazio, quasi fossero delle finestre spalancate su un mondo che ormai non esiste più.

Uno dei video mostra il lento movimento delle pale di un enorme mulino luminoso che scandiscono lo scorrere inesorabile del tempo, mentre su un altro schermo, più piccolo, una fontana zampilla tra fiori colorati come l’elisir di lunga vita. Una proiezione mostra i passi di danza di una coppia solitaria che balla sulle note melanconiche di una vecchia musica per pianoforte; da un altro schermo la nonna dell’artista, ripresa in primissimo piano, si guarda intorno stupita trasportata dai ricordi di gioventù, sospesa tra presente e passato. If I Had You è un tributo alla memoria e alla famiglia, un monumento alla melanconia. L’opera ha anche inspirato una coreografia della Merce Cunningham Dance Company, messa in scena al Barbican Centre di Londra nel 2005.

Il Palazzo della Ragione, nella cornice di piazza dei Mercanti, è tra i luoghi più significativi della storia medievale di Milano e nel corso dei secoli si è trasformato in un deposito di racconti e vicende privati. Al centro di una piazza un tempo contornata da portici e accessibile da cinque porte – i cui nomi, come quelli delle adiacenti vie Orefici, Armorari, Spadari e Cappellari ricordano le attività economiche più importanti della zona – il Palazzo della Ragione, già Salone dei Giudici, è il più famoso e vasto palazzo pubblico medievale della Lombardia. Eretto nel 1233, presenta al suo interno una grande sala rettangolare divisa in due navate da sottili pilastri. Edificato come luogo dell’esercizio della giustizia, è sede del tribunale e ospita il Comune fino alla seconda metà del Settecento quando Maria Teresa d’Austria lo trasforma nell’Archivio Notarile della città. Il palazzo rimane sede dell’archivio fino al 1961. Con If I Had You questo luogo che per secoli è stato depositario di storie torna a essere il custode dei fantasmi della memoria.

Darren Almond

Darren Almond è tra gli artisti più interessanti del panorama dell’arte inglese che ha segnato con le sue peripezie gli ultimi decenni della scena internazionale. Con i suoi video, le sue installazioni e le sue sculture Darren Almond indaga come un pioniere romantico gli ingranaggi più nascosti della geografia e della storia: percorre strade sconosciute di remoti villaggi inglesi, solca mari solitari, incide le profondità delle miniere del Kazakistan.

Il mondo inventato da Darren Almond è libero dai confini del tempo e dello spazio: enormi orologi digitali che attraversano l’oceano, biografie di persone comuni trasformate in protagonisti di storie collettive, macchine del tempo che inseguono i fantasmi della memoria, frammenti del Novecento che riemergono come meccanismi del ricordo. Nel lavoro di Darren Almond le distanze si annullano e il tempo si dilata, la natura si trasforma in uno scandaglio di paesaggi interiori: per la serie ‘Fullmoon’ l’artista fotografa il paesaggio al chiaro di luna sulle tracce dei grandi pittori del passato; per il video ‘A’ si imbarca per l’Antartico per filmarne le abbaglianti distese di ghiaccio.

Darren Almond è un instancabile esploratore a spasso nel tempo: la sua opera è un pendolo tra passato e presente. Nel lavoro di Almond sono le avventure degli eroi quotidiani a scrivere il grande romanzo della Storia in cui ragione e sentimento si fondono in un racconto insieme individuale e collettivo. L’artista inglese trasforma l’esperienza in un nuovo linguaggio: coinvolge lo spettatore in uno gioco di sguardi, lo spettacolo della vita quotidiana è sempre in bilico tra riservatezza e condivisione. Darren Almond racconta universi perduti e mondi immaginari. Attraverso le esperienze della sua famiglia, scopre nuovi territori tra le righe del mondo contemporaneo: un viaggio sentimentale tra gli intrecci del presente.

Darren Almond presenta per la Fondazione Nicola Trussardi la sua ultima video-installazione – seguito ideale della celebre ‘Traction’: una coppia sola balla sulle note di una vecchia canzone; i passi cadenzati della danza segnano il tempo della Storia, tra gli scricchiolii di un disco graffiato e le lampadine consumate di una sala deserta.

Darren Almond è nato a Wigan, in Inghilterra, nel 1971; vive e lavora a Londra. Ha esposto con mostre personali alla Parasol unit foundation for contemporary art di Londra (2008), al Musée d’art contemporain di Montréal (2007), al Museum Folkwang di Essen (2006), al K21 Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen di Düsseldorf (2005), alla Tate Britain di Londra (2001), alla Kunsthalle Zürich di Zurigo (2001), al De Appel arts centre di Amsterdam (2001) e al The Renaissance Society di Chicago (1999). Ha partecipato con le sue opere a importanti mostre collettive in prestigiose istituzioni tra cui il Mori Art Museum di Tokyo (2008), il Metropolitan Museum of Art di New York (2007), l’Hamburger Kunsthalle di Amburgo (2006), la Fondation Beyeler di Basilea (2003), il Museum Fridericianum di Kassel (1999), il San Francisco Museum of Modern Art di San Francisco (1999), il Musée d’Art moderne de la Ville de Paris di Parigi (1997) e la Royal Academy of Arts di Londra (con le mostre Sensation: Young British Artists from the Saatchi Collection nel 1997 e Apocalypse: Beauty and Horror in Contemporary Art nel 2000).

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