Roberto Cuoghi, Micheal Elmgreen & Ingar Dragset

La Biennale di Venezia – 53. Esposizione Internazionale d’Arte

Palazzo delle Esposizioni, Padiglione Danese e Padiglione dei Pesi Nordici
7 giugno – 22 novembre 2009




Incursione

La Fondazione Nicola Trussardi continua il suo supporto alle espressioni più originali dell’arte contemporanea. Alla 53esima Biennale di Venezia la Fondazione Nicola Trussardi e’ impegnata a sostegno di due progetti di rottura che ha prodotto in collaborazione con importanti istituzioni internazionali.
Nel Palazzo delle Esposizioni (ex Padiglione Italia) dei Giardini, all’interno della rassegna internazionale Fare Mondi curata da Daniel Birnbaum, la Fondazione Nicola Trussardi ha reso possibile la presentazione dell’opera di Roberto Cuoghi, giovane artista italiano che ha creato negli storici spazi del giardino di Carlo Scarpa un’installazione sonora in cui musiche cinesi e atmosfere orientali sono ricostruite con la voce dell’artista.

Mei Gui, questo il titolo dell’opera, è un collage di culture, un taglia e incolla di stereotipi: l’opera di Roberto Cuoghi immagina un Oriente di fantasia, una Cina di finzione in cui originale e tradizione si mescolano senza distinzioni apparenti. Roberto Cuoghi mette in scena un cortocircuito tra l’attrazione e la paura del Occidente quando incontra la cultura cinese.
Al Padiglione Danese e a quello dei Paesi Nordici, gli artisti Elmgreen & Dragset – con cui la Fondazione Nicola Trussardi ha iniziato la sua attività negli spazi della città, con la roulotte installata in Galleria Vittorio Emanuele nel 2003 – hanno creato una collezione immaginaria, trasformando gli spazi espositivi in luoghi domestici abitati da un immaginario collezionista gay. Tra i mobili classici del design scandinavo e le atmosfere intime di una casa privata, spuntano opere di culto, icone della cultura omosessuale e persino giovani discinti che in poltrona attendono il ritorno del loro amante immaginario.

A coronare la mostra, un catalogo – realizzato con il sostegno della Fondazione Nicola Trussardi – concepito come un vero multiplo d’artista: una borsa in cui sono conservate edizioni limitate, libri, poster, cartoline, e persino un salame, contributo irriverente di Maurizio Cattelan.

 

MENZIONI SPECIALI

La giuria internazionale della 53esima Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia ha assegnato due menzioni speciali a Michael Elmgreen & Ingar Drasget (Padiglione Danese e Padiglione dei Paesi Nordici) e a Roberto Cuoghi (Giardino di Carlo Scarpa, Palazzo delle Esposizioni ai Giardini). Entrambi i progetti degli artisti premiati sono stati realizzati con il sostegno della Fondazione Nicola Trussardi.

Queste le parole della giuria internazionale composta da Jack Bankowsky (Stati Uniti), Homi K. Bhabha (India), Sarat Maharaj (Sudafrica), Angela Vettese (Italia, Presidente) e Julia Voss (Germania):

Curare Mondi:
Menzione speciale al duo Michael Elmgreen & Ingar Dragset
Curatori del Padiglione della Danimarca e Paesi Nordici (Finlandia, Norvegia, Svezia)
(Padiglioni ai Giardini)
The Collectors
Realizzato con il contributo della Fondazione Nicola Trussardi, Milano

Una menzione speciale va al duo Michael Elmgreen & Ingar Dragset per aver reimmaginato il “padiglione nazionale” come universo collaborativo. Riunendo il lavoro di 24 artisti internazionali nei Padiglioni della Danimarca e dei Paesi Nordici, “The Collectors” rappresenta una delirante rete di narrazioni, che interroga il rapporto tra i nostri desideri e i mondi materiali che costruiamo intorno ai desideri stessi.

Tradurre Mondi:
Menzione speciale assegnata a Roberto Cuoghi
(Italia, espone al Palazzo delle Esposizioni ai Giardini, giardino Scarpa)
Mei Gui
Prodotto dalla Fondazione Nicola Trussardi, Milano

Roberto Cuoghi, che non a caso colloca la sua opera in un giardino di memoria orientale progettato da Carlo Scarpa, mette in scena la pratica della traduzione attraverso suoni e atmosfere. La specifica performance dell’artista tradisce volutamente la tradizione, mettendo in questione una doppia ossessione modernista: per la copia del mondo altrui, e per il cosiddetto autentico.

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